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LE BANCHE SICURE ( secondo i banchieri) . Nessuna italiana. agosto 19, 2012

Posted by antoniochedice in Banca d'Italia, Politica creditizia, tecnica bancaria.
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L’elenco stilato per la prima volta nel 2007, segnava in undicesima posizione Citigroup, in dodicesima, la Royal Bank of Scotland e al tredicesimo, la DEXIA, la ” tre volte fallita in tre anni” banca franco belga, aiutata dai rispettivi governi per evitare indagini. Questa lista, letta oggi, ci fa sganasciare dalle risate alla luce dei risultati realizzati e ci consente di relativizzare le informazioni che raccogliamo dai media. (altro…)

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I GIUDICI DI TRANI SEQUESTRANO DOCUMENTI PRESSO LA BARCLAYS BANK ITALIANA. SONO ALLA RICERCA DI ELEMENTI DI PROVA SU EVENTUALI TAROCCAMENTI DELL’EURIBOR. di Antonio de Martini agosto 1, 2012

Posted by antoniochedice in Associazione Bancaria Italiana, Banca d'Italia, Politica creditizia, tecnica bancaria.
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I giudici di TRANI ( un detto pugliese recita ” che tu possa essere giudicato dalla corte di Trani” nota per la severità da sempre), dopo aver aperto una inchiesta sulle società di rating, hanno spostato la mira sulle notizie riguardanti il “taroccamento” del LIBOR ( l’indice delle transazioni della lira sterlina nel mondo) e si sono detti che (altro…)

I SETTE PECCATI CAPITALI DELLE BANCHE. OVVERO COME VENIAMO TRUFFATI QUOTIDIANAMENTE luglio 28, 2012

Posted by antoniochedice in anatocismo, Associazione Bancaria Italiana, Banca d'Italia, Politica creditizia, politica economica, tecnica bancaria.
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Mentre la Banca d’Italia nei suoi numerosi interventi ispettivi rileva sovente delle pagliuzze e mai una trave, scopriamo in questi giorni che ci sono una serie di comportamenti tipici del gangsterismo che vengono allo scoperto in questo periodo in cui il mondo normale sta dando maggiore attenzione a questo mondo finora rispettato, a volte temuto e mai indagato.
Si pensava che i banchieri fossero capaci di autoregolamentazione e abbiamo scoperto che è gente avida e incapace di un minimo di disciplina etica. Ecco le mascalzonate piu grandi scoperte per ora.

IL LIBOR E L’EURIBOR: si tratta di due indici che regolano gli scambi di denari a breve termine.
Euribor è l’indice della zona euro e il Libor, quello della zona della Sterlina inglese.
Sull’Euribor è sotto inchiesta, mentre per il Libor si è già chiarito che le sedici banche che quotidianamente si riunivano per definire questo indice vitale per l’economia, dal 2005 in poi hanno sistematicamente truccato il dato, per aumentare i loro profitti , i ” bonus” dei capi azienda e tosare ogni giorno impercettibilmente milioni di contraenti di contratti di pagamenti nel mondo.
Tra i mafiosi costituenti la cupola malavitosa, troviamo nomi come Citybank, UBS, HSBC,
DEUTSCHE BANK.
Nomi italiani non ce ne sono, solo perché fanno parte della periferia ossequiente, non di ipotetiche frange etiche.
Vittime, i risparmiatori del mondo intero.

IL RICICLAGGIO : il gruppo bancario anglo cinese HSBC negli anni 2007-2008ha trasferito 5,7 miliardi di dollari dal Messico agli Stati Uniti. Una inchiesta ha appurato che la cifra non può che provenire dal traffico di droga e che i dirigenti non potevano non sapere.
Approfondendo l’inchiesta si è scoperto che uno dei soci in affari di HSBC è la banca saudita El Rahji benché fosse sulla lista nera del governo americano per i suoi legami con Al Kaida.
Sempre approfondendo, si sono trovate 28.000 transazioni falsificate per nasconderne le destinazioni sotto embargo: Iran, Birmania, Corea del Nord. Il capo azienda dell’epoca è l’ attuale ministro del commercio del governo inglese : Stephen Green.
Il ricordo del finanziamento BNL , presieduta da Nerio Nesi, a Saddam Hussein per rifornimenti di armi durante la guerra Iran-Irak, si è smarrito nei meandri della filiale americana di BNL, dove , molto opportunamente, era stato assegnato il figlio dell’allora governatore della Banca d’Italia, Ciampi, sradicato dalla routine dell’agenzia 9 di Roma.

AGGIRANO LE LORO STESSE REGOLE SPECULANDO SFRENATAMENTE.

Abbiamo tutti sentito parlare di ” Basilea 2″ e adesso di “Basilea 3″ : una serie di regole che le banche si sono date da sole ” per rassicurare i mercati”. In pratica, ogni banca deve avere un certo rapporto tra i fondi che presta e quelli che raccoglie, definire alcuni parametri tipo per inquadrare i clienti ecc.
Fatta la regola, si creano degli attivi ipotetici coi cosiddetti “derivati” salvo, se il colpo non riesce, accusare un singolo dipendente. Ricordate tutti ancora, spero, il nome del signor Kerviel della Société Générale , la seconda banca di Francia con 140.000 dipendenti che ha pagato per tutti, ( 4,9 miliardi e tre anni di galera) perché il tribunale ha voluto credere che avesse fatto tutto da solo.
Più recente un altro colpo da 5 miliardi della J P Morgan che ha costretto alle dimissioni alcuni papaveri ( Bruno Iksil, Jamie Dimon). La tecnica base è sempre quella: si compra un gatto, lo si valuta 5 miliardi e si conteggia fino a che salta qualcosa , in genere grazie a “un collega”( dieci banche) interessato.

FACILITANO L’EVASIONE FISCALE DEI CLIENTI.

Gli Stati Uniti e la Germania hanno iniziato – gli uni con pressioni politiche, gli altri con la corruzione di dipendenti infedeli – a ottenere le liste dei propri cittadini evasori fiscali per poterli torchiare.
Anche la Francia ha comprato una bella lista da una banca svizzera, nella lista c’erano nomi di clienti italiani, ma la magistratura ha giudicato irricevibile la lista. Evidentemente i ” soffioni” non le piacciono.
Stesso trattamento per lo IOR la banca Vaticana , quando il Presidente Gotti Tedeschi ha cercato di fornire i nomi alle autorità italiane ( ma in Vaticano come l’hanno saputo?) è stato licenziato come un cameriere sorpreso a rubare. Anzi peggio.
Un altro sistema, provato nei confronti del Credit Suisse, consiste in false assicurazioni sulla vita che in realtà nascondono dei conti correnti. Le banche italiane alimentano la leggenda degli
” spalloni” per distrarre l’attenzione dai trasferimenti per via di banca che sono la stagrande maggioranza. Il rischio vale la candela se su 120 miliardi di evasione fiscale annua, gli enti preposti reclamano riuscire a individuarne dieci. La magistratura ne accerta si e no un venti per cento, la maggior parte reclamata a poveracci .

TOSANO GLI AZIONISTI: Il caso più eclatante che conosco é quello di una PMI che ha pensato di investire i suoi risparmi in azioni della Cassa di Risparmio di Puglia. In tutto 254 milioni di lire.
Una sarabanda di fusioni, l’interruzione delle comunicazioni – niente estratti conto per sei/ sette anni – alla ripresa dei contatti, finalmente l’estratto conto: le azioni si sono trasformate in titoli di banca Intesa S Paolo per un valore di settantasette euro. Il processo è ritardato dall’obbligo di legge di tentare una mediazione e dal silenzio ostinato con cui la banca riceve le raccomandate dei legali.
Casi più notevoli quello di Bankia , in Spagna, un riuscito tentativo di confondere le acque è sempre quello delle fusioni. Bankia è frutto della fusione tra sette casse di Risparmio.

TOSANO I CLIENTI : qui sappiamo tutto, a partire dai bond argentini, il caso Cirio, il caso Parmalat e vi risparmio i dettagli.
C’è però anche l’ANATOCISMO. La legge prescrive che gli interessi siano addebitati annualmente. Addebitandoli trimestralmente come fanno tutte le banche, si chiedono gli interessi sugli interessi e questo è vietato dalle leggi. In più, la corte di Cassazione, sempre lei, ha stabilito che se si accreditano gli interessi attivi trimestralmente , allora si può fare lo stesso coi passivi.
Mi ricorda una trasmissione TV dal titolo ” sei più in gamba di un ragazzino di quinta?”
Per i magistrati di cassazione, la risposta è no.

INSIDER TRADING: anche qui abbiamo una cornucopia di esempi che tutti conosciamo e che vi risparmio.

Questi sette vizi capitali non sono che l’inizio della rivelazione dei comportamenti criminali dei bancari , protetti dal comportamento mafioso delle banche e da quello omertoso della magistratura, convinta com’è di difendere una ” istituzione” che ritiene sia un pilastro della società, mentre rischia di diventare la lapide del mondo produttivo.