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PRIMA DI FINANZIARE LE BANCHE CHE “NON POSSONO FALLIRE” BISOGNEREBBE ALMENO CHIEDERE LA SOSTITUZIONE DELLA DIRIGENZA ottobre 22, 2012

Posted by antoniochedice in criminalità finanziaria, Politica creditizia, tecnica bancaria.
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Lo scorso mese di maggio, un’altra banca che ci ha riprovato.
La JP Morgan ha fatto una altra mossa azzardata fidando nel fatto che se non fosse andata bene, comunque era ” troppo grande per fallire”.
Oggi, al solito, ci dicono che ” il responsabile ” è stato licenziato e FORSE ci sono tre altri dipendenti che ” rischiano” , non sappiamo se un licenziamento o un rimprovero verbale, i media non lo dicono.

Nelle attività finanziarie la perdita e l’utile si bilanciano per definizione, quindi se il colpo fosse riuscito, JP Morgan avrebbe incassato due miliardi ….

È evidente che per rendere più cauti gli operatori del trading ci voglia , oltre che la prospettiva di una perdita ( che tanto si rovescia sulle spalle degli altri, depositari o azionisti che siano) anche quella di una sanzione, visto che quella del mercato qualcuno ha deciso che non sia applicabile.
Immaginate per un momento di essere il presidente di una banca di grandi dimensioni. Resistereste alla tentazione di rischiare per guadagnare un paio di miliardi in un paio di mesi ?
In caso di sconfitta, non sarebbe lei, caro lettore, a rimetterci e al massimo dovrebbe fare un accordo preventivo con un brillante trader che, in caso di sconfitta, si addossi la colpa al prezzo, poniamo, quaranta milioni di liquidazione.
In pratica, si rischia di perdere una cifra attorno al due per cento dell’importo che si rischierebbe di guadagnare. Conviene, ammettetelo.
Il comunicato della JP Morgan presenta il presidente come uno sportivo che ha ammesso di essere stato stupido e una serie di carenze nei controlli.
Analoghi comunicati stampa li abbiamo letti per quasi tutte le banche a mano a mano che ci siamo avventurati in zona di pericolo o addirittura ancora prima del momento.
Se si accetta l’idea che una banca è troppo grossa per fallire, bisogna accettare che , in caso di default non eseguibile, la società civile appronti una punizione adeguata e, a mio parere questa debba consistere nella estromissione del consiglio di amministrazione al gran completo, nell’azzeramento/ restituzione degli emolumenti percepiti nell’anno e nella interdizione a esercitare altrove la professione da parte del collegio sindacale.

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